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09/01/2019
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Barrucola

Att. lavoro

BARRucola
Dizionario Tecnologico di
Arti e Mestieri 1833


La barrucola: serve a trasportare i fusti di maggior lunghezza, ed è un semplicissimo veicolo composto di due ruote, d’una sala, alle cui cime esse sono infilate, e di un timone annesso alla sala stessa. Una sola barrucola può servire al trasporto dei più grossi fusti, purchè siano di poca lunghezza. Ma trattandosi di fusti di molta lunghezza, che è il caso che più particolarmente occorre per la costruzione degli edifizii, conviene servirsi di due barrucole unite una dietro l’altra, in guisa che costituiscano insieme un veicolo a quattro ruote, di lunghezza corrispondente a quella del fusto che si vuol trasportare.

Giova che la barrucola costituente la parte anteriore del veicolo abbia le sue ruote più basse di quella posteriore, e che il fusto non sia appoggiato sulla sala dinanzi, ma bensì sopra un castelletto verticalmente imperniato sulla sala stessa, onde per tal disposizione resti agevolato il movimento del veicolo nelle svolte delle strade, come nei legni ordinari a quattro ruote.
Si congiungono ugualmente due barrucole pel trasporto dei grandi massi di pietre. Se non che, mentre nel trasporto dei legni le due barrucole non hanno d’uopo d’esser concatenate col sussidio d’appositi membri, è il fusto medesimo legato ad entrambe che serve a tenerle unite e concordi nel movimento.

All’opposto quando si tratta di massi di pietra vogliono le due barrucole essere concatenate per mezzo di due cosciali che servono insieme di porta-carico. Da così fatta unione di due barrucole risulta un grosso veicolo a quattro ruote, cui in Roma si dà denominazione di barrucolotto. Negli arsenali di terra e di mare per lo più non si adopera altro mezzo che questo per il traslocamento dei pesanti pezzi di artiglieria, che non sono ancora montati sulle proprie carrette. Nell’artiglieria si adoperano carrette poco da queste diverse, e servono a trasportare le grandi bocche di fuoco, i mortai, ecc. in luogo di due stanghe queste carrette non hanno che una sola forte freccia fissata sulla metà della sala che è in legno.

Nell’artiglieria si adoperano carrette poco da queste diverse, e servono a trasportare le grandi bocche di fuoco, i mortai, ecc. in luogo di due stanghe queste carrette non hanno che una sola forte freccia fissata sulla metà della sala che è in legno. Con questa freccia, che fa l’uffizio di leva, s’innalza il peso, facendole descrivere, mediante funi attaccate alla sua cima, un quarto di cerchio che basta quando siasi usata la precauzione di legare la catena un po’ corta. Abbassata la freccia, la si lega allo stesso peso che si è sollevato in modo che rimanga orizzontale. Allora vi si attacca, come ad un timone, due o più cavalli. Talvolta si lascia strisciare la cima della freccia e si attaccano i cavalli, o buoi al capo opposto con bilancini.

Le grandezze, le forme, le proporzioni dei veicoli a due ed a quattro ruote debbono essere corrispondenti alle qualità delle materie, e alla quantità del peso, cui sono essi particolarmente destinati; alla forza e alla statura dele varie specie d’animali, dai quali voglionsi far tirare; alle varie condizioni delle strade cui debbono percorrere. Non è quindi meraviglia se oltremodo diverse fra loro sono le costumanze dei vari paesi nella costruzioni di essi, sebbene non ovunque conformi e talvolta discordanti. Si contano in Roma fino a quaranta specie di veicoli a ruote, fra i quali s’impegnano più comunemente nel trasporto dei grossi e dei minuti carichi e materiali da costruzione.

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