In cammino - tradizioneattacchi.eu

11/07/2019
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In cammino

Villa Manin 19

Dove gli altri si fermano,
l’A.F.A.C. va oltre!



Riportando la Tradizione nel suo significato originale! Così è stato il fine settimana a Villa Manin. Incontrarsi con gli amici per una fuga rilassante in una zona incantevole! A volte nella vita occorre fare dei cambiamenti, con l’evento di Villa Manin si è voluto guardare avanti e trovare nuove iniziative, svecchiare una situazione ormai obsoleta come quella del classico Concorso di Tradizione. Partire con una nuova formula, all’estero è già in uso in alcune nazioni, accendere una nuova fiamma che indicasse la nuova via e coinvolgesse la partecipazione degli equipaggi al cento per cento, nell’arco delle due giornate previste come di consueto nel concorso.

Abbiamo espressamente voluto essere egoisti, prenderci il divertimento tutto per noi; eliminare lo stress della gara; abrogare la fase del giudizio altrui e lasciare ad ognuno i propri sensi di colpa per le mancanze; sopprimere i cronometri e prenderci tutto il tempo necessario; gustarci una trottata con i nostri cavalli; effettuare fantastiche pause e picnic, questa è la dolce vita! Solo il puro piacere della guida alle redini lunghe e una bella cuffia per i nostri amati cavalli.

Non è stato facile, organizzare un percorso di cinquanta chilometri in due giornate, trovare le strade che mettessero in collegamento i vari punti di sosta selezionati sul territorio, gestire un evento itinerante che si spargeva su un territorio molto vasto, non era tutto concentrato come gli altri anni attorno a Villa Manin, e tutto doveva funzionare alla perfezione. Grazie allo studio del nuovo segretario A.F.A.C. Marco Puntin, di professione geometra e alla preziosa collaborazione dell’assessore di Codroipo Graziano Ganzit, profondo conoscitore del territorio venivano selezionati due itinerari. Il primo che si estendeva verso la zona ovest di Villa Manin passando dal Museo della carrozza sino al Parco delle Risorgive; il secondo si sviluppava sulla parte est attraversando la campagna sino ad arrivare all’agriturismo “La regina del bosco” attraversato dal fiume Stella.

Dallo studio topografico alla verifica reale, i due percorsi ottenevano l’approvazione del Presidente Bruno Cotic, venivano contattate le varie aziende vinicole locali toccate lungo il percorso che prontamente aderivano all’iniziativa. La prima sosta all’azienda “Le Celline” un ottimo Ribolla Gialla apriva il palato ad una giornata enogastronomica, per proseguire sino all’azienda “Paolo Ferrin” dove un mix di tradizione e moderne tecnologie di vinificazione per degustare Vini di pregio. Per arrivare ad una magnifica nuova realtà aziendale ancora in fase di ultimazione, grandi numeri si, ma anche referenze particolari e di ottima fattura, per l’azienda FORCHIR di Bianchini Gianfranco.

Pausa pranzo nel cuore del Parco delle Risorgive, in una ombreggiata radura con acqua fresca, ottimo fieno ed erbetta fresca per ritemprare i cavalli. Luogo ideale per un pic-nic da sogno, come per incanto sui tavoloni si stendono tovaglie, piatti, bicchieri, posate, dai cestini escono leccornie e prelibatezze. Dell’ottimo prosecco versato nei calici con il logo A.F.A.C. serigrafato intorno, consegnato in dotazione ad ogni partecipante, suggella il primo brindisi di tutti gli equipaggi partecipanti a questo speciale evento. L’invitante frescura, la tranquillità del luogo, la bellezza della natura circostante, la mancanza di un’ora precisa di arrivo, ma soprattutto il clima di cordialità che ormai si è istaurato tra i diversi equipaggi, poco ci invogliavano a ripartire con carrozze e cavalli.

Come sempre “Tempus Fugit” e si riparte per la seconda parte della giornata, i cavalli riprendono a trottare tranquilli, il fondo erboso attutisce il rumore degli zoccoli, le carrozze scivolano silenziose lungo i sentieri, una lepre velocemente ci attraversa la via, dai rami di un albero una ghiandaia ci osserva incuriosita, due scoiattoli balzano di ramo in ramo in un inseguimento romantico, in lontananza un capriolo bruca alcune spighe di grano, il gracidare delle rane al sole come un’orchestra sinfonica ci accompagna; qui la natura è viva e predomina. Una pace interiore ti entra nell’animo, ti senti in armonia con questo luogo fuori dallo stress del mondo e vorresti che il sentiero non finisse mai.

In lontananza iniziamo a intravedere la cuspide con le statue di Villa Manin, giusto il tempo di fermarsi per l’ultima sosta enogastronomica della giornata, entriamo nel podere delle vigne dell’azienda “Vendrame”, una nuvola di rose rosse ci attende, come un cuscino adagiato sull’erba, qui siamo di casa l’accoglienza come sempre squisita, un calice di vino del Doge ci ritempra per la parte finale. Ripartiamo entrando nel vigneto lungo i filari che si stendono a perdita d’occhio all’infinito lungo l’orizzonte. Una svolta ed eccoci accanto alla barchessa di Villa Manin, siamo al termine del viaggio di questa stupenda giornata. Riguadagniamo i box dove inizia il rito della svestizione e del rinfresco per i nostri cavalli che sebbene la giornata abbastanza calda non sono sudati, buon segno, i ritmi di viaggio sono stati rispettati; sempre senza premura.

La consueta cena di “gala” al riparo nell’androne della villa nella sezione dedicata al ristorante ci ritroviamo tutti tirati a lustro, dame e gentiluomini sfoggiano tutto il loro fascino, una fresca brezza invoglia ai convenevoli, si scambiano battute e sorrisi, ma l’argomento principe è uno solo “la poesia di questo primo giorno” non si discute di giudizi più o meno meritati, di minuti in più o in meno, di penalità giuste o contrastanti, di interpretazioni personali del regolamento, si parla del buon vino assaggiato, dei paesaggi assaporati, degli animali incontrati, del riso “Primavera” offerto da un’amica, dei “Cevapcici” preparati dall’amico, del buon salame e dell’ottimo formaggio di grana mantovano, del buon vino siciliano, friulano, della buona birra portata dagli amici tedeschi.  Che dire: Friuli terra di gente ospitale.

Se la notte porta consiglio, l’alba ci porta a ripartire per la seconda parte di questo viaggio itinerante in carrozza, oggi si va ad oriente, sui visi baciati dal sole con l’occhietto un po' stanco per i bagordi della serata di alcuni, qui ci vuole un buon caffè nero e forte, semplice, una sosta al bar “Primavera” dove la barista si innamora subito dei nostri cavalli e ci offre una colazione ad hoc! Anche questo è parte integrante? Se non lo era non importa, parola d’ordine “Divertirsi”. Il percorso si inoltra lungo strade bianche, antiche cappelle votive addobbate con fiori freschi indicano la presenza di una cultura ancora contadina legata alle tradizioni rurali.

Campi di biondo grano si alternano a piantagioni di alberi, all’improvviso uno squarcio nella mente: ma il traffico dov’è? Da un campo sbuca un trattore, ci viene incontro, un momento di panico, niente paura l’uomo accosta nell’erba, spegne il mezzo, scende ci viene incontro, ci saluta ci stringe la mano, vuole sapere chi siamo dove andiamo il perché siamo da queste parti, erano anni che non vedeva carrozze e cavalli in circolazione, sorride guarda il cavallo con l’occhio da vecchio intenditore e con un filo di rammarico ci ricorda la sua gioventù quando questi campi si aravano con i cavalli, ci salutiamo con il classico “Mandi Mandi” risale sul vecchio trattore, un’ultimo sguardo al cavallo, scuote la testa e via verso la cascina.

Il sole comincia a salire alto nel cielo, un cielo azzurro limpido solcato all’improvviso dal tuono dei caccia delle Frecce Tricolori che qui sono di casa e per un’istante ci scuote dal nostro torpore, portandoci un fragrante profumo di pancetta abbrustolita. Uno scaccia fame a metà mattina ci vuole, al riparo tra gli alberi, Natalino e  Amedeo (prossimi partecipanti a Masterchef Italia) ci hanno preparato una sorpresa; pane e pancetta abbrustolita innaffiato con dell’ottimo prosecco, mano ai nostri calici e via affondiamoci in questa valle di piaceri. La fame è tanta e il pane scarseggia ma l’onnipresente Marco Puntin l’uomo dalle mille risorse arriva con una cesta di fragrante pane fresco. Di certo anche oggi torneremo a pancia piena.

Occorre lasciare spazio anche agli altri equipaggi in arrivo, l’ombra da queste parti è ricercata, riponiamo i calici nella loro custodia di frassino a prova di urto e si riparte. A tratti costeggiamo il fiume Stella dalla corrente rapida e cristallina, vecchi pontoni in disuso indicano la presenza di una attività di trasporto fluviale, qui il terreno è argilloso, l’argilla estratta nelle cave veniva trasportata sul fiume a mezzo di barconi. La strada che ci porta all’agriturismo, punto di sosta per il pranzo, è una linea retta che si allunga nella campagna, prati falciati con l’erba ormai fieno attendono l’arrivo dell’imballatrice. Il sole adesso è al suo punto massimo e ne sentiamo tutto il calore.

In lontananza si intravede un cascinale, più ci avviciniamo e più inizia a prendere forma, siamo all’agriturismo “La regina del Bosco” località Rivignano. Il cascinale immerso nella natura accanto al fiume Stella è veramente fantastico. Un edificio vecchio di secoli, con un'origine forse conventuale, restaurato amorevolmente e con materiali e tecniche appropriati. L'atmosfera è fiabesca ed il luogo suggestivo, nel mezzo delle risorgive del fiume Stella che scorre a due passi e si può percorrere in barca fino alla foce, dove si apre la splendida riserva naturale della laguna di Marano. Staccati i cavalli che vengono sistemati all’ombra lungo il fiume in questa oasi di pace ci dirigiamo verso la corte interna dove ci attende un aperitivo e mille stuzzichini.

Pranziamo nella sala interna dove regna una frescura gradevole data la giornata calda, l’atmosfera cordiale un ambiente rustico il cibo buono invogliano al relax. La giornata è ancora lunga, nessuna fretta di rientrare, abbiamo tutto il tempo necessario per gustarci momenti unici sulle panchine poste al fresco sotto le fronde degli alberi. Riprendiamo i cavalli, anche loro a malavoglia vogliono allontanarsi da questo paradiso, riprendiamo la nostra strada inconsapevoli delle dolci sorprese che ancora ci aspettano.



Attraversiamo l’abitato di Sterpo, una frazione del comune di Bertiolo di 25 abitanti. In questa piccola frazione si trova una villa che fu della famiglia Colloredo, in origine un castello fortificato che fu probabilmente edificato anteriormente al XIV secolo. Accanto alla stupenda fontana che costeggia la piazza ci attende una dolce sorpresa, riprendiamo i nostri calici e insieme a un fresco prosecco ci vengono offerte dolci fragole locali dal sapore intenso come il loro colore, rosso intenso come le labbra delle damigelle in carrozza. Un gentil pensiero lungo questa via che vide la grande rivolta contadina detta del “del Giovedì Grasso”, che nel febbraio del 1511 sconvolse il Friuli. Nulla sopravvisse: solo la grande quercia secolare che ancora oggi protegge l’abitato.

I raggi del sole iniziano a declinare, imbocchiamo la strada “latisana” che ci conduce all’abitato di Bertiolo, i cavalli trottano dolcemente, tranquilli, alla mano, ormai consapevoli di essere quasi arrivati. Ancora una volta una gradita sorpresa, un ultimo assaggio di buon vino DOC alla cantina “La Cortine” in località Rivolto-lonca. Riponiamo i nostri calici per l’ultima volta, siamo alle spalle del parco di Villa Manin, costeggiamo lo stradone Manin lungo le antiche bretelle ormai in disuso ma ottime per noi, raggiungiamo il grande muro di cinta del parco costeggiandolo sino al portale d’ingresso che immette nel grande prato antistante la Villa.

In breve tutti gli equipaggi si radunano per la cerimonia di chiusura, ultime sgambate sull’erba, prima dell’allineamento, il Presidente Bruno Cotic dichiara concluso il “VII Incontro Internazionale Carrozze d’Epoca Villa Manin 2019”.
Che dire: ci siamo divertiti senza stress! Grazie alla fantastica organizzazione A.F.A.C. che ci ha permesso di appropriarci di un fine settimana dedicato a noi stessi, in sintonia con la nostra passione: gli equipaggi in Tradizione!

Opinione dei partecipanti? Hanno tutti riconfermato la loro presenza per la prossima edizione! Perfetto!


Grazie a tutti coloro che nell’ombra si sono impegnati per realizzare questa nuova via,
alla quale siamo sicuri ne seguirà una prossima ancora più entusiasmante.
Grazie


 
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