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14/05/2024
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Mantelet

Terminologia

Mantelet o Scosàl
Mantelline da pioggia

A volte un piccolo particolare sconosciuto può suscitare l’interesse di un approfondimento che porta a scoprire un aspetto, un tempo consueto, ma oggigiorno quasi sconosciuto o dimenticato. E’ il caso di due supporti applicati alle estremità dei braccioli della seduta anteriore di una wagonetta, (legno d’epoca) recentemente acquistata da un appassionato di tradizione.

Formati da una lamina in ferro fissata alla cassa che sopravale il bracciolo in cuoio imbottito, all’estremità superiore è fissato un nottolino a forma di oliva con una foratura passante al centro. Da un primo esame ci porta a pensare che la wagonette potesse in origine essere dotata di un tendalino, se così fosse i supporti dovrebbero essere quattro, due anteriori e due posteriori, supporti mancanti nella parte posteriore e non vi sono tracce che siano stati asportati.  Se fossero supporti per un tendalino avrebbero dovuto essere diritti in verticale con il piano della cassa, si riscontra una certa inclinazione verso l’avantreno della carrozza, anche il diametro del foro di circa 10 mm sembra alquanto esiguo per reggere un tettuccio.


Osservando attentamente la parte anteriore della cassa si notano una serie di cinque "funghetti" o bottoni disposti linearmente in orizzontale, sommando le due particolarità possiamo asserire che i nostri supporti servono a sostenere la così detta mantellina da pioggia o "Scosaal" in milanese.

Scosàl d’una carrozza: quel cuoio che copre la parte davanti aperta di un calesse o di carrozza per difendersi dal fango e dalla pioggia.

Fadall: quel cuoio che ora libero ora mastiettato è nella carrozza e si tira su avanti a sé per difendersi dalla pioggia o dal fango.

Scosàl: parafango, grembialino, mantellina, zinale, grembiale, cortina, mantelet, tabiliè …


Appellativi diversi in base ai dialetti e alle regioni che indicano sempre un accessorio un tempo indispensabile per le carrozze che serviva ad aumentare la protezione, per ripararsi dal freddo, neve, pioggia e fango in particolar modo per le carrozze aperte e senza fiancate, che nel periodo invernale lasciavano esposti gli occupanti del legno. Usato in combinazione con il mantice forniva una eccellente riparo ai passeggeri evitando che si inzuppassero gli abiti durante il viaggio. Era molto comune negli stati del nord Europa, più soggetti alle intemperie del rigido clima invernale. Un tempo la carrozza era utilizzata al pari di un'automobile del giorno d'oggi e la variabilità atmosferica era da mettere quotidianamente in conto. Oggi si ha la tendenza al sortire i veicoli solamente con il sole e il bello, ma ai legni l'acqua fa bene!

Descrizione: generalmente in cuoio di vacchetta nera, di forma trapezia, munito di due ripari uniti mediante cuciture, esso può essere foderato di tela di olona bigio scuro, munito di due ali cucite per ciascun lembo laterale; l’unione delle due ali, il resto del loro contorno ed il lato inferiore del grembiale sono rinforzati da un bordo di pelle di vacchetta naturale cucita in giro. Inferiormente è provvisto di quattro linguette di cuoio con occhiello, mediante le quali si assicura il grembiale ai bottoni della faccia inferiore del sottopiedi; superiormente è munito di due ciappe con campanella mezzo tonda da mm. 27 ed anello da 24 mm. Di diametro; nelle ali sono praticati due fori rinforzati da rosetta di cuoio.

In corrispondenza delle ciappe con fibbia del parafango, sono cuciti sulla faccia interna del grembiale due riscontri di cuoio nero, i quali servono a tenere il grembiale arrotolato. Il grembiale è unito al rivestimento di cuoio del parafango colle stesse cuciture colle quali si fissano i due riscontri reggi-grembiale arrotolato ed è tenuto a sito dalla bandella ferma-grembiale. Alle due estremità di ciascuno dei lati più lunghi dei ripari è praticata un’asola, che serve per assicurare il grembiale ai corrispondenti bottoni del legno. i lembi sono orlati con strisce di pelle di vacchetta nera e le unioni dei ripari sono rinforzate con strisce come quelle degli orli.


Bottoni a punta ferma-grembiale, di ottone con gambo di ferro, fissati alla faccia esterna della tavola anteriore del sottopiedi e due alla faccia esterna dell’arco anteriore del mantice.

Ganci reggi grembiale, uno di destra ed uno di sinistra, fissati alla faccia interna dell’arco anteriore del mantice, in conveniente posizione per l’attacco del grembiale con due viti del n° 3.

Coreggie divise ferma-grembiale, di cuoio nero; hanno un’estremità munita di fibbia da mm. 22 e passante fisso, e l’altra foggiata a riscontro. La parte a riscontro di ciascuna coreggia è fissata contro la faccia interna del parafango e quella munita di fibbia è fissata alla faccia superiore della tavola anteriore del sottopiedi, mediante 4 viti n°4 a testa di fungo 21/20 per ciascuna delle parti.

Accertata la funzione dei due supporti ed avendo fornito informazioni varie al riguardo della mantellina, passiamo ad osservare il particolare metodo di sospensione che ci riguarda; notiamo dalle immagini come rimaneva tesa per evitare la formazione di pieghe che potessero trattenere l’acqua.

Dalle immagini di un Postale Svizzero riusciamo a capire il metodo che veniva adottato dai sellai che costruivano la mantellina. Essi cucivano nella parte superiore un ferro sagomato a elle con alle due estremità un tondino lungo da 3/4 centimetri a 90° gradi. Le due estremità venivano inserite nei due supporti collocati alle estremità dei braccioli della seduta, mantenendo la mantellina nella posizione corretta atta a far defluire rapidamente l’acqua della pioggia.

A volte, però, un acquazzone primaverile può cogliere di sorpresa i nostri malcapitati costringendoli a ripararsi con impermeabili ed ombrelli, sebbene qualcuno, previdente, utilizza ancora gli antichi metodi, dispiegando una mantellina parapioggia rigorosamente d’epoca ad un Concorso e proprio nella fase di Presentazione. complimenti!

La mantellina un accessorio di complemento che dovrebbe essere presente nei legni predisposti con gli agganci confacenti, una particolarità che i Giudici dovrebbero prendere in giusta considerazione ed assegnare un punteggio superiore al legno.   

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